Salerno, si entra nella fase due per fare ripartire le fonderie Pisano
La “fase due”, quella più delicata e probabilmente decisiva per il destino della vertenza delle Fonderie Pisano e dei suoi 150 lavoratori, è iniziata. Dopo una lunga e attenta stesura e dopo il disco verde degli avvocati, la proprietà dello stabilimento di via dei Greci ha presentato alla Regione Campania il progetto di revamping della fabbrica così da poter ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale. Lo scrive la Città. È lo scatto decisivo in cui i Pisano mettono nero su bianco tutti i passaggi per elettrificare la fabbrica di via dei Greci così da adeguarla alle Bat (le migliori tecnologie sul mercato): un passo ritenuto fondamentale perché rappresenta un tassello primario per arrivare alla delocalizzazione definitiva dell’impianto industriale di Fratte, processo che è in discussione al Ministero per le Imprese e il Made in Italy. La proprietà, infatti, ha sempre sostenuto che fermare la produzione dell’opificio di via dei Greci avrebbe reso vana ogni possibilità di trasferire la fabbrica altrove.
L’ultima parola sul nuovo progetto per Fratte, però, potrà essere pronunciata soltanto dopo la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi che, ha assicurato l’assessora all’Ambiente, Claudia Pecoraro, valuterà tutto il corposo materiale documentale prodotto dai Pisano e dai suoi consulenti in maniera “laica”. L’ultima Conferenza dei servizi, infatti, è stata decisiva per il diniego dell’Aia che, di fatto ha bloccato la produzione delle Pisano e lasciato nell’incertezza 150 lavoratori. Chiusura confermata dal Tar – che dovrà esprimersi nel merito in autunno – e ribadita dal Consiglio di Stato che, però, ha offerto agli imprenditori la possibilità di ripresentarsi alla Regione con un nuovo progetto, a differenza di quanto era stato previsto nel decreto di diniego dell’Aia della Regione che imponeva la dismissione dello stabilimento.
I prossimi giorni, quindi, saranno decisivi anche nell’ottica dei lavoratori che insistono perché questo sia un passaggio transitorio in vista della delocalizzazione. Un obiettivo, questo, ribadito con insistenza anche dalla segretaria della Fiom Cgil di Salerno, Francesca D’Elia. «La presentazione del progetto alla Regione Campania – chiarisce la rappresentante sindacale – è un passaggio fondamentale per non rendere inutile la delocalizzazione. Ma nessuno pensi che la partita finisce qui o ci troveremo tra qualche tempo nuovamente nelle stesse condizioni. Il futuro delle Fonderie Pisano non è a Fratte perché un nuovo stabilimento green può essere realizzato nel nostro territorio».





